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Bodypainting in tv, solo ora tutti in coro

Ieri ho ricevuto un messaggio nel gruppo Big Family da Enrico Bianchin, organizzatore dell’Italian Body Painting Festival. Nel messaggio era presente un video, che potete vedere qui sopra, il sunto di questo annuncio video:

“Direttamente dal Teatro di Bardolino sul lago di Garda, la spettacolare arte della pittura dei corpi approda sul piccolo schermo. Cinque straordinari artisti per il podio del Body Painting Show. Chi sarà il vincitore? Vi aspettiamo domenica 19 aprile alle 21.30 su Canale Italia.”

Enrico chiedeva esplicitamente di divulgarlo il più possibile. Tengo a dirlo chiaramente: apprezzo molto qualsiasi iniziativa che dia visibilità a un’arte tanto straordinaria quanto ancora troppo poco considerata. E, nel mio piccolo, spero che l'articolo contribuisca proprio a questo: ad accendere un riflettore sul bodypaint. Magari con un pizzico di gossip, che male non fa e aiuta pure l’audience. La mia prima reazione è stata piuttosto semplice: sono stata felice per gli artisti coinvolti e per l’opportunità data al body painting di ottenere visibilità su un canale televisivo. Allo stesso tempo, però, non ho potuto fare a meno di interrogarmi sul senso di questa iniziativa.

Poi, come spesso accade, ho lasciato che il pensiero andasse oltre la prima impressione. E invece di ignorare la cosa, ho deciso di soffermarmi sull’argomento, osservarlo meglio e provare ad analizzarlo.


Partendo proprio da una domanda ai fautori di questa iniziativa con “segreto di Pulcinella” allegato: se poi dobbiamo divulgarla tutti, che cosa c’era davvero da secretare?

E poi mi chiedo: qual è il vero scopo di questa iniziativa? Ci sarà un seguito? Verranno coinvolti sempre gli stessi artisti oppure, in futuro, si procederà con una selezione più "aperta"?

Capisco perfettamente che, quando un progetto è sostenuto economicamente da privati, sia naturale scegliere liberamente chi coinvolgere. E condivido anche l’idea che siano stati selezionati artisti ritenuti particolarmente validi. Tuttavia, una riflessione sorge spontanea:

possibile che un aerografista, ogni tanto, non venga mai preso in considerazione?

E non mi riferisco a me, che non ritengo di essere all’altezza, né per formazione né per presenza scenica. Mi riferisco piuttosto al fatto che in Italia esiste un panorama di aerografisti di altissimo livello, un vero patrimonio artistico che ci viene invidiato anche all’estero. È davvero possibile che questa realtà non venga mai presa in considerazione? E poi c’è un’altra riflessione che non riesco a ignorare: con quale spirito hanno lavorato le artiste, impegnate in qualcosa di così bello eppure impossibilitate a raccontarlo?

È un pensiero che mi colpisce, perché sento che questo non appartiene davvero alla nostra natura. Noi siamo colore che esplode, espressione che cerca spazio, bellezza che chiede di essere condivisa. Ditecelo prima la prossima volta che il peggio che può succedere è che Vi supportiamo.

In definitiva, ben venga il colore, ben venga chiunque si impegni a divulgare questa forma d’arte e a portarla davanti a un pubblico più ampio. Però resta la sensazione che, quando si parla di apertura e inclusività, ci sia ancora spazio per fare qualche passo in più. E adesso che ho finito di dire castronerie....TUTTI IN PIEDI SUL DIVANO se ho cercato bene questo è il canale online dove potrete seguire il programma https://canaleitalia.it/ non mancate domenica 19 aprile alle 21.30 a tifare per Serena, Anna, Federica, Nicola e Matteo, e grazie ad Enrico per aver creato questa bella vetrina televisiva.


 
 
 

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